|
Un’Opera viva
Secondo viaggio in Africa alla fine di gennaio, anche per accompagnare il nostro vescovo Gianni Ambrosio, che ha accolto l’invito del nostro Movimento Africa Mission e Cooperazione & Sviluppo, che celebra quest’anno 40 anni di attività. Una visita innanzitutto alle nostre sedi di Kampala e di Moroto in Uganda, per incontrare i responsabili, gli operatori e i volontari; ma soprattutto una visita ai ai luoghi dove operiamo, portando avanti tanti progetti a favore dei poveri: i pozzi per l’acqua, l’ospedale, i dispensari, le scuole, l’oratorio, l’agricoltura e la pastorizia. Con un particolare molto importante: la collaborazione con la Chiesa locale e con i missionari. Come è possibile tutto questo? Grazie a don Vittorione che ci ha speso la vita! Lui ha iniziato questa storia di carità operosa, invece che accontentarsi di denunce e di chiacchiere. Lui ci ha scandalizzati riempendo il palazzo vescovile di Piacenza con bancali di alimenti. Lui ha corso su e giù per l’Italia a svegliare le coscienze con parole di fuoco e per dar vita a piccoli gruppi di amici della sua causa. Sempre lui ancora oggi è una presenza che anima la sua Opera e la manda avanti.

Ci siamo anche noi
Adesso posso scrivere la “nostra” Africa, piuttosto che la “mia”. In mezzo alla savana, in quel mare arido che è la Karamoja nel nord dell’Uganda, c’è il pozzo donato dalla nostra Parrocchia di S. Franca. Dà acqua buona al villaggio di Loip, dà la vita a quella povera gente. Che emozione quando l’ho trovato accanto ad un grande ulivo selvatico e ho fatto sgorgare l’acqua in mezzo al deserto! Di colpo ho sentito con me la mia Comunità, l’ho vista bella e unita e con essa ho condiviso la gioia di questo piccolo e grande gesto di amore. Sì, laggiù ci siamo anche noi, insieme a tante altre comunità italiane, che portano avanti l’Opera coraggiosa di don Vittorione.

Adottiamo il Villaggio?
Purtroppo non ho avuto il tempo di conoscere da vicino il villaggio che abbiamo aiutato. Ho chiesto aiuto ai nostri responsabili. Il desiderio è quello di aggiungere all’acqua anche alcuni beni di prima necessità: sandali, magliette e canottiere, cariole per trasportare le taniche d’acqua, zappe, due capanne da allestire come gabinetti ... Naturalmente queste donazioni sono possibili solo con l’aiuto del nostro Movimento, che oltre alla consegna, deve seguire e accompagnare la vita del villaggio. E’ ancora un’idea da studiare bene. Intanto non ho esitato a donare un’aula alla scuola Great Valley alla periferia di Kampala, che è costata 1.000 euro. E’ una scuola con una storia particolare, salvata dal nostro Movimento, dopo che ha avuto lo sfratto, con la donazione di una nuova sede. Ne parleremo ancora, mentre raccoglieremo quaderni, biro e matite per i suoi tanti alunni.
Solo per diventare migliori!
Fare la carità non è facile. Può fare male, quando addormenta le coscienze e conferma stili di vita sbagliati. Da sempre sostengo che il nostro Movimento deve essere uno strumento di conversione e di crescita, prima in Italia e poi in Uganda. Abbiamo bisogno di imparare a vivere in modo più sobrio, più povero, più fraterno, più evangelico. Questa iniziativa è una bella occasione e provocazione. Non è vero che adesso, causa la crisi, non possiamo pensare agli altri. Mettiamo a disposizione i nostri cinque pani e due pesci: ci sarà pane per tutti, per i poveri di qui e di laggiù.
La Quaresima è il tempo giusto per iniziare.
Buona conversione!
don Maurizio |